Screening visivo bambini monzesi

Obbiettivo del progetto

La funzione visiva, il più importante dei nostri sensi, si sviluppa progressivamente, a partire dalla nascita, sino a 4-5 anni di età. Il neonato è in grado di percepire tutti gli stimoli visivi, ma non di elaborarli ed organizzarli in immagini. Dopo alcune settimane può mettere a fuoco immagini ravvicinate (30-40 cm) senza distinguere i colori; i muscoli oculari sono ancora mal coordinati, per cui è possibile che in alcuni momenti appaia strabico (attenzione: se lo strabismo è sempre presente, ciò è indice di malattia). Dopo i due mesi il bimbo (lattante) riesce a seguire gli oggetti in movimento e riconosce gli sguardi, risponde a sorrisi e converge lo sguardo se si avvicina un oggetto al volto. Dopo i 4 -5 mesi riesce a vedere correttamente immagini sino ad alcuni metri di distanza ed ha una discreta capacità di distinguere i colori fondamentali. A sei mesi il controllo muscolare è molto migliorato, per cui posizioni anomale dei bulbi oculari (convergenti o divergenti), devono ingenerare il sospetto di strabismo. Ad un anno di età il bambino mette a fuoco gli oggetti a tutte le distanze, ha il completo controllo dei muscoli oculari e possiede una buona stereopsi, acquista cioè il senso di profondità delle immagini (visione tridimensionale). Dopo i tre anni raggiunge i 10/10 di vista.

Lo sviluppo della funzione visiva continua e si completa intorno ai quattro anni di età. I problemi più frequenti Il periodo di vita che va dalla nascita all’età prescolare è pertanto fondamentale per un corretto sviluppo di tale funzione. Svariate patologie possono interferire con questo normale processo. Possiamo distinguere problemi di tipo anatomico (cataratta congenita, glaucoma congenito, alterazioni di strutture interne all’occhio, quali il vitreo e la retina) e problemi di tipo funzionale, quali il cosiddetto “occhio pigro” (ambliopia). In ogni caso è di fondamentale importanza una diagnosi precoce del problema.

Le problematiche anatomiche, più rare, andranno affrontate con una terapia per lo più chirurgica; i problemi funzionali con una terapia riabilitativa. L’occhio pigro La principale problematica presente in questa fascia di età è rappresentata dall’ambliopia (occhio pigro). Essa consiste nel mancato sviluppo di una normale capacità visiva in uno dei due occhi ed è provocata dalla presenza di uno strabismo, più o meno evidente, oppure dalla presenza di un difetto visivo che rende l’acquisizione delle immagini differente tra un occhio e l’altro (possiamo avere un occhio senza difetto e l’altro con un difetto visivo, oppure un difetto presente nei due occhi però quantitativamente diverso tra un occhio e l’altro). Purtroppo un difetto del genere non dà segni clinici.

Né il bambino né i genitori possono rendersi conto di questo problema. Una terapia rieducativa, in grado di risolvere il problema è possibile e dà buoni risultati, ma va intrapresa entro i quattro anni di età. Per questo una corretta e precoce diagnosi è fondamentale. Da quanto esposto si comprende come sia necessario uno screening di questi problemi nei bambini sino ai quattro anni, nel periodo prescolare.

Azioni del progetto

Il kit per lo screening visivo A questi bambini si è rivolta l’iniziativa del ROTARY CLUB MONZA EST. Con la realizzazione di tale progetto il ROTARY CLUB MONZA EST si è posto l’obiettivo di sensibilizzare i genitori nei riguardi delle problematiche sopra citate, senza volersi sostituire ai necessari controlli medici presso il pediatra o presso il medico oculista. Si ricorda che è attualmente prevista dal nostro sistema sanitario una visita pediatrica per il cosiddetto bilancio di salute del bambino, la quale comprende un esame della capacità visiva. In caso di dubbio diagnostico, a tale indagine andrà affiancata da una valutazione oculistica ed ortottica.

In questo kit i genitori trovano due strumenti, che permettono di eseguire un primo esame della funzione visiva del loro figlio: un test della visione binoculare (stereotest) ed un test per la capacità di lettura (ottotipo per vicino). Come funziona il test Il primo test comprende un occhiale con lenti colorate e l’immagine di una farfalla scomposta in due colori (anaglifo). Per verificare se la funzione visiva del bambino è normale ed esiste una buona stereopsi si deve procedere te in tal modo: Sollecitare il bambino a prendere con la mano le ali dell’insetto! Perfino i bambini piccoli cercano di afferrarle anche alcuni centimetri al di sopra della figura. Quest’ultima caratteristica aiuterà a comprendere se la percezione è corretta. Per eseguire il test si deve far indossare l’occhiale in modo confortevole e sottoporre l’immagine ad una distanza di circa 30 cm dal viso verso il basso (posizione di lettura). Il secondo test è una tavola con disegni facilmente riconoscibili dai bambini, di grandezza decrescente.

Andrà sottoposta al bambino ad una normale distanza di lettura, esaminando un occhio alla volta (l’occhio controlaterale andrà chiuso ad esempio con una garza morbida). Si inviterà quindi il bambino a distinguere le varie figure, incominciando dalle più grandi, accertandosi che il piccolo paziente abbia ben compreso quanto rappresentato nell’immagine (senza suggerimenti!). Accanto ad ogni carattere si trovano i corrispondenti decimi di vista. È normale che vengano riconosciuti disegni sino ad 8-9/10, in ugual misura nei due occhi. Ovviamente in caso di dubbio i test possono essere ripetuti più volte.

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